venerdì 11 maggio 2012

Maggio : colazione in giardino.

Un'atmosfera di pacata serenità e di pensosa attesa, nell'ordinata simmetria di colori e di luce che inquadra le figure nell'ambiente circostante: questa è la prima impressione che mi trasmette il dipinto di Amedeo Bocchi (1883 - 1976) "La colazione del mattino", conservato a Piacenza alla Galleria Ricci Oddi.

Tre figure femminili sono sedute intorno a una tavola a regalarci un quadretto familiare ritmato dalla profonda calma dei gesti, dal silenzio intorno e dalla vivida luminosità dei colori: in particolare il bianco della tovaglia, degli abiti, e il verde del giardino retrostante sul quale la luce del sole crea effetti quasi fosforescenti.
E' una luce che illumina la scena di spalle, carezzando i capelli della donna anziana al centro, regalando un tocco di fascino allo chignon e al vestito della giovane a sinistra, e posandosi a sprazzi anche sul tavolo dal quale si riflette poi lievemente sui volti.

Ma, a dare risalto alla freschezza del bianco e alle tonalità di verde, è anche il vasetto di fiori colorati che crea ombre e prospettiva nello spazio attorno al quale le tre donne fanno colazione chiuse in un silenzio assorto. Solo la ragazzina a destra è colta in movimento; le altre due figure, nel loro tacito indugiare sembrano mettere tra sè e gli oggetti la distanza di chi attende o di chi, ad occhi bassi, è portato via da un pensiero lontano.


E c'è silenzio nel dipinto, un silenzio che si fonde pienamente con la luminosità dei colori, come fossero questi a parlare narrandoci vicende di malinconia o di speranza, di quotidianità o di attesa.
Dal candore degli abiti e della tovaglia - quasi il bianco fosse simbolo di un tempo intatto ancora da scrivere com'è in fondo quello del mattino - al grigio dell'anziana al centro
che in qualche modo ha già vissuto la sua stagione, tutto ci conduce nella particolare atmosfera creata dal pittore. La respiriamo, seduti anche noi a quella tavola, attraverso le ampie e distese campiture di colore e la luminosa quiete del parco che intuiamo là dietro, a incorniciare scena.

Tre donne che fanno colazione in giardino, ma anche tre età della vita colte nel loro differente approccio all'esistenza.La più giovane che beve dalla tazza quasi senza pensare sembra infatti esaurire la propria personalità in quel gesto, mentre delle altre due Bocchi ci rivela un più vivo spessore nel loro assorto indugiare: la giovane con la tazza in mano quasi a soppesare dentro di sè ciò che l'attende e l'anziana ferma in atteggiamento di pacato distacco.

Trovo questo dipinto affascinante e soffuso di grazia, così come altre opere dello stesso autore, pregevole anche per la sua originalità. Nel variegato panorama delle avanguardie del Novecento, infatti, in un contesto in cui si afferma già l'astrattismo, Bocchi non si allontana dalla pittura figurativa, ma elabora un suo percorso particolare incentrato soprattutto intorno alla rappresentazione dell'universo femminile, studiato anche nei suoi risvolti psicologici.

Ne è un chiaro esempio il dipinto riportato qui a fianco e intitolato "Nel parco", dove ancora una volta protagonista è una donna, colta nella sua eleganza e incorniciata nel verde di uno splendido giardino.
Un quadro che fonde semplicità e raffinatezza, arricchito dal consueto luminoso cromatismo che a taluni critici ha fatto accostare il nome di Bocchi a quelli di Klimt e di Matisse.


A commento di queste composizioni pittoriche, la suggestione di un brano di Bach: il "Largo ma non tanto" dal "Concerto in re minore per due violini, archi e basso continuo BWV 1043" che ci conduce in un'atmosfera sospesa tra luminosità e malinconia.
Il pezzo - incantevole e famosissimo - ci accompagna pacato nel dialogo tra i due strumenti solisti che alternano la melodia e la fioritura di note che le dà spessore, così come luci ed ombre dei due dipinti creano sfumature e riflessi che danno loro vita.
E Bach sembra regalarci una pensosa dolcezza simile a quella che respiriamo nelle immagini.


Buon ascolto!

12 commenti:

Ambra ha detto...

Ciao Annamaria. Peccato che non ci vedremo a Santarcangelo!
Ti auguro un buon weekend.

Il calesse ha detto...

Incantevole post!.....eh,si,qui da te si respira un'aria fresca e romantica!
Grazie cara Annamaria e serena domenica!
Ciao:)
Luci@

Annamaria ha detto...

Ciao, Ambra! Ho messo poco fa un commento anche sul tuo blog: purtroppo stavolta non posso proprio partecipare, ma mi saluterai tutti!
Un abbraccio di buon weekend anche a te!

Annamaria ha detto...

Grazie Lucia, ma devo dire che anche da te si respira aria fresca, e l'atmosfera è illuminata sempre da splendide foto di delicatissimi fiori!
Un abbraccio e buon fine settimana!
:-)

Caterina ha detto...

Ti ho detto giá ma mi ripeto che sei bravissima anche nel commentare le pitture! Mi dá tanta gioa vedere queste pitture leggendo il tuo testo e intanto ascoltare il brano di Bach:)). Questa bella e allegra pace primaverile é proprio come un sogno. Per fortuna nel mio giardino qualche volta ho la sensazione molto simile:)). Grazie e baci

Annamaria ha detto...

Caterina, che bello ritrovarti qui!
Eh lo so che è un sogno il tuo giardino...ho visto dei bellissimi mughetti, insieme a tanti altri segni di serenità e di bellezza!
Grazie ancora, carissima amica, e un grande abbraccio!

ombresenzalucesenzaombre ha detto...

grazie per questi momenti,finestre sullo spirito, curative direi

Annamaria ha detto...

Sì, Luca, l'arte ha spesso un potere terapeutico, soprattutto quando si esprime con il linguaggio universale dei colori o dei suoni.
Grazie!

Darjo ha detto...

Parole e musica in armonia...

buona giornata

Annamaria ha detto...

Grazie Darjo!
Buon pomeriggio anche a te!

Sandra M. ha detto...

La splendida LUCE in queste tele di Bocchi si abbinano alla perfezione con la calda atmosfera di questo Bach!

Annamaria ha detto...

Sandra, sono felice che l'abbinamento musica-immagine ti piaccia. Stavolta, ti confesso che ho impiegato un po' a scegliere, ma poi sono tornata a Bach a colpo sicuro, come si torna a un amore ricco di risorse.
Grazie!