giovedì 1 marzo 2012

A passi lievi verso la primavera...

Penso che tanti di noi - anche coloro che non hanno fatto della musica una professione - custodiscano dei ricordi legati ad un brano musicale che si è talmente fuso con particolari situazioni del loro vissuto da diventare tutt'uno con esso.
Riandare a quelle note significa allora ritrovare l'atmosfera passata che ritorna intatta e viva a colmarci con l'onda
delle sue emozioni facendole riaffiorare in pienezza.

Talora sarà una canzone, altre volte una melodia o un concerto che ci ha segnato dentro e accompagna ormai il ricordo al quale è unito come un'inscindibile colonna sonora. Una sorta di "madeleine" musicale insomma che - non più attraverso il sapore, ma con la magìa dei suoni - ci aiuta a ricercare il tempo perduto per farci scoprire che realmente perduto non è, se bastano i sensi a restituircelo così intensamente.

Anche tante circostanze della mia vita sono legate alla musica, soprattutto se torno all'adolescenza - per tutti una delle età più ricettive - ma non solo.
Ho già parlato della particolare atmosfera alla quale mi richiama il "Messiah" di Haendel, una sera d'inverno a Venezia. Con Bach invece - devo averlo già detto altrove - ritrovo la colonna sonora dei miei studi liceali: perfetto con gli esercizi di matematica, quasi le sue architetture contrappuntistiche fossero nate per scandire l'ordinata ritmica dei numeri.
Mentre Wagner, con l'Ouverture del "Tannhauser", mi riporta ad un pomeriggio di pioggia torrenziale, in casa di amici: loro mi parlavano, ma io non avevo più testa che per quelle note.


Ma uno dei ricordi emotivamente più intensi è legato al "Larghetto" della Sinfonia "Classica" di Prokofiev.
E' un brano che mi riconduce ai tempi dell'università, a una giornata trascorsa in un quartiere periferico di Milano: una Milano che poi avrei amato con passione, ma per me allora sconfinata e nuova, sconosciuta e desolante nei suoi spazi immensi, tanto che mi aveva insinuato un brivido di sgomento. Forse lì, per la prima volta, io che venivo dalla piccola provincia avevo provato la sensazione dell'ignoto, dell'affacciarsi a dimensioni dell'esistenza che spalancano dentro universi inusitati, così come le note dissonanti del "Larghetto", a me innamorata della musica barocca, aprivano squarci di una sensibilità nuova.


Proprio a questo ricordo desidero tornare oggi con la Sinfonia n.1 in Re maggiore op.25 "Classica" di Sergej Prokofiev (1891 - 1953), che propongo all'ascolto nei suoi due movimenti iniziali, "Allegro" e "Larghetto".Si tratta di una composizione che vuol essere formalmente un omaggio al classicismo di Haydn, anche se i contenuti musicali sono ormai più vicini a noi: un'opera scintillante e lieve, sorprendente e ariosa dove vivacità e brio caratterizzano il primo tempo. Qui infatti - insieme al ritmo a tratti giocosamente scandito soprattutto dai salti di ottava - è il dialogo tra gli archi e i fiati a dominare il pezzo, facendosi prima sottile e poi sempre più complesso e fragoroso.

Ma, a mio modesto avviso, vero capolavoro è il "Larghetto", brano simile a un passo di danza misurato e leggero, percorso da fremiti orchestrali dolci come un sospiro. E me lo immagino proprio danzato con la perfetta levità e l'incedere delle ballerine del dipinto di Degas ("Les petits rats") riportato nel riquadro.
Note vibranti e ritmate, quindi, che nei passaggi di tono e nelle dissonanze regalano respiri d'infinito aprendo l'anima a imprevedibili nuove suggestioni.
Un po' come la primavera che già si annunzia in queste giornate più dolci dopo il grande freddo, recando nell'aria il profumo sconosciuto del tempo che verrà.

Buon ascolto!

18 commenti:

LaFlautista ha detto...

Mi sembrava di essere a Milano con te. Mi hai commossa, veramente. Grazie.

Annamaria ha detto...

Grazie, Chiara!
Quel "Larghetto" mi riporta davvero allo sgomento del primo approccio con la grande città quando, finito il liceo, ho iniziato gli studi universitari a Milano.
Ma è anche la vita che ti si apre davanti...
Ciao!

Gianna ha detto...

Sempre buona musica da te, cara Annamaria.
Grazie!

Annamaria ha detto...

Grazie a te Gianna per la tua attenzione!
Un abbraccio!

Ambra ha detto...

Niente di più vero. Le note più del profumo ti fanno rivivere al presente momenti già vissuti con la stessa intensità del passato. E' come l'astrarsi dalla realtà per ripiombare in una dimensione irreale, una sensazione splendida.

Anonimo ha detto...

BUON COMPLEANNO ANNAMARIA!!!!!!!!!!! amica di tutti noi. Un abbraccio leggero ma intenso, come la primavera, come la tua scrittura e il tuo sguardo... marina

Annamaria ha detto...

Grazie Ambra di aver condiviso così a fondo parole e musica di questo post!
Un abbraccio!

Annamaria ha detto...

Marina....GRAZIE, degli auguri e delle tue parole!!!
Ricambio tutto l'affetto!!!
:-)

Anonimo ha detto...

....troppo tuo questo momento....lievi sono le parole dei tuoi lettori, dei tuoi amici...lievi saranno anche le mie.
Auguri Annamaria...dolci ricordi...pensieri sereni e un futuro bellissimo da scrivere ancora....con chi e per chi ti vuole bene!
Domenica

Annamaria ha detto...

Grazie, Domenica, dei tuoi auguri così "lievi" e graditissimi!!!
Ti abbraccio!!!

amicusplato ha detto...

Auguri, Auguri Auguri!!!

Sta per finire il giorno, ma sono sempre in tempo.

Buon compleanno, carissima Annamaria :-))

Antonio

Ps. Ti ho dedicato un pensiero in rima nel mio blog.

lui ha detto...

ciao...buon compleanno....
luigina

Gianna ha detto...

Buon compleanno, Annamaria!

Annamaria ha detto...

Antonio...ho appena letto e ti ho risposto sul tuo blog!
Grazie ancora dei simpaticissimi versi che mi hai dedicato!
Un abbraccione!!!

Annamaria ha detto...

Luigina grazie!!!
Sei molto cara!!!

Annamaria ha detto...

Salutoni anche a te Gianna e grazie ancora!!!!

amicusplato ha detto...

Ancora auguri, e un abbraccio :-))

Antonio

Annamaria ha detto...

E ancora grazie di tutto, Antonio!