sabato 5 febbraio 2011

Dalla classica al rock

Il valzer dalla "Sinfonia fantastica" di Berlioz che ho postato lunedì scorso mi ha fatto ricordare gli inizi della mia passione per la musica, classica e non.
Era stato proprio il disco di quella sinfonia, infatti, il primo in assoluto che avevo acquistato per inaugurare il giradischi regalatomi dai miei genitori.

Avevo quindici anni, era l'epoca dei 33 giri di vinile e non immaginavo che quel Berlioz comprato a caso senza sapere in realtà di cosa si trattasse, sarebbe stato il primo di una lunga serie che mi ha accompagnato durante la mia adolescenza.
Avevo scoperto che in edicola usciva una collezione di fascicoli dedicata ai grandi musicisti per modiche 350 Lire l'uno salite poi, se non erro, a 750 nella successiva edizione (...sì, lo so...sto parlando di preistoria!...). Così l'acquisto di quegli album bianchi, ciascuno con relativo disco inserito nella copertina, era diventato il mio prezioso appuntamento settimanale.


A Berlioz era seguito Chopin, poi Beethoven, Schumann, Mendelssohn, Mozart, Bach e via dicendo. Non erano pubblicati in ordine cronologico: perciò passavo dal fascino dei concerti più romantici per violino o pianoforte al rigore del clavicembalo bachiano e di nuovo all'impeto pianistico di Liszt o di Brahms.Sentivo musica in ogni momento libero e non: adoravo Bach a tutto volume per la gioia e la disperazione dei vicini di casa. Lo ascoltavo a volte anche studiando: i Brandeburghesi erano perfetti con gli esercizi di algebra, mentre con geometria o letteratura mi occorreva maggiore concentrazione e dovevo rinunziare.

Col passare del tempo, però, pur essendo rimasta inalterata in me la passione per la classica, ho iniziato ad ascoltare anche la musica leggera dei cantautori o dei gruppi più in voga, mentre ho faticato parecchio invece a familiarizzarmi con il rock.


Unica eccezione in questo campo è stata una composizione che mi ha immediatamente appassionato e che amo ancora moltissimo : "Jesus Christ Superstar", forse la più famosa opera rock degli anni Settanta, scritta da Tim Rice per il testo e Andrew Lloyd Webber per la musica, e rappresentata ancora oggi sia nella versione musical che in quella cinematografica.
Al di là dell'interpretazione hippy della vita di Gesù che a suo tempo aveva creato alcune polemiche, è stata proprio la musica di Lloyd Webber a prendermi: grintosa e accattivante, ricca di sensualità e di ritmo e splendida soprattutto nelle parti vocali di Giuda e della Maddalena.

E' proprio una delle più famose arie cantate dalla Maddalena, "I don't know how to love him" (Io non so come amarlo), che oggi desidero postare qui perchè - e anche in questo sta il bello! - è la chiara ripresa di una delle pagine più suggestive della letteratura violinistica dell' Ottocento: l'Andante dal "Concerto in mi minore op.64" di Mendelssohn che propongo nella datata ma sempre magica esecuzione di Christian Ferras.

Dalla classica al rock...e poi ancora alla classica!

Buon ascolto!


9 commenti:

Ambra dB ha detto...

Due èpezzi splendidi che ho ascoltato con molto piacere. Curioso che tu ti sia avvicinata da sola alla musica. Di solito si segue l'esempio dei genitori, anzi magari sono loro che ti stimolano in questo senso. Oppure qualche amico ti aiuta a scoprire la musica, soprattutto la classica. Mi sembra che tu sia una felice eccezione.

Annamaria ha detto...

Grazie Ambra! Sono contenta che questi pezzi ti siano piaciuti!

I miei genitori amavano la lirica che ascoltavano spesso per radio, ma a me ragazzina a quei tempi diceva ancora poco.
Mi ha aiutato a scoprire la classica un mio indimenticabile prof. di liceo che mi ha fornito gli stimoli giusti e ha innescato la passione.
Il resto è venuto da solo.

Buona domenica!

amicusplato ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
amicusplato ha detto...

Me la ricordo quella serie di dischi dei grandi musicisti, dei Fratelli Fabbri, a costi accessibili, anche se con grandissimi interpreti. Mi ricordo che i Notturni di Chopin erano suonati da Rubinstein...

Anch'io considero una bella opera Jesus Christ Superstar, anche se ai suoi tempi sembrò un po' troppo "hollywoodiana". Invece è ricca di suggestioni e spunti notevoli. Il brano che hai citato ne è un esempio; e non dimentichiamo lo spettacolare inizio, che riprende il "Ruht wohl" finale della Passione secondo Giovanni di Bach.

Complimenti per il post, molto interessante e simpatico ;-)

Uno dei miei primi dischi di m. classica è stato il Peer Gynt di Grieg, e il Canto di Solveig mi è rimasto così impresso che è la clip del mio blog (in una versione un po' svisata, ma è quello).

Ciao!

Annamaria ha detto...

Sì, Antonio, la serie di dischi era proprio quella!

Risentirò l'inizio di Jesus Christ Superstar per cercare il riferimento alla Passione secondo Giovanni che mi hai suggerito.

Grazie!

Stella ha detto...

Brani incantevoli!

Annamaria ha detto...

Grazie Stella, un abbraccio!

Caterina ha detto...

ciao cara, sono venuta da te di nuovo ascoltare la musica alla Annamaria:))É bello leggere anche dei tempi mitici dei 33 giri.
Un caro saluto e baci

Annamaria ha detto...

Davvero tempi mitici, Caterina!

Grazie e un abbraccio!