domenica 9 gennaio 2011

Dopo l'Epifanìa...

E’ vero, lo so: l’Epifania - quella che “tutte le feste si porta via” - è già passata. Addobbi e presepi sono da riporre in soffitta fino al prossimo Natale e l’ immagine a lato, che rappresenta ancora un’Adorazione dei Magi, può sembrare quindi anacronistica.

Il fatto è che il giorno in cui bisogna disfare il presepio, per me è sempre stato uno dei più tristi dell’anno e non perché abbia nostalgia dello scintillio dei vari arredi; anzi, rientrare in possesso del ripiano della credenza, sul piano pratico non è poco. Ma, col passare del tempo, sento l’esigenza di un segno interiore ed esteriore …“da non disfare più...”, un’immagine che mi ricordi che il Natale non è un capitolo chiuso come ci si chiude una porta alle spalle per poi ricominciare, magari più stanchi di prima.

Allora, anche alle soglie della ripresa della quotidiana routine, mi piace lasciarmi incantare da questa "Adorazione dei Magi" di Stefano da Verona (Milano, pinacoteca di Brera), che trovo una delle più affascinanti di tutta la storia dell’arte.

E’ una rappresentazione di grande raffinatezza, adorna ed elegante com’è nello stile del gotico internazionale, e in parte simile a quella più famosa di Gentile da Fabriano. Le linee sinuose delle figure umane e degli animali, la delicatezza dei profili, la ricchezza dei panneggi ne fanno una rappresentazione di ambito cortese che ricorda lo sfarzo delle miniature d’oltralpe. E a ciò contribuisce la varietà di particolari ora realistici, ora simbolici, ora esotici o fiabeschi.

Nonostante il dipinto risalga al 1434, l’impostazione spaziale è però ancora incerta e lontana dalle nitide costruzioni di stampo brunelleschiano. In primo piano infatti, la piccola folla davanti alla capanna è inserita un un contesto prospetticamente un po' confuso, mentre le scene sullo sfondo probabilmente rappresentano momenti diversi della narrazione riuniti nello stesso dipinto, come si faceva spesso in pieno Medioevo.

L’aspetto che mi colpisce maggiormente tuttavia è un altro.

Nonostante lo spazio davanti alla capanna sia affollato di personaggi, la scena è piena di silenzio, un silenzio colmo di attesa e di sguardi: quelli più curiosi della piccola folla che si sporge per vedere il Bambino e quelli più solenni dei Magi, visti quasi come una rappresentazione delle tre età dell’uomo.

Sembra che, in tema di Epifania, sia proprio il “vedere” la cifra più significativa del dipinto : gli occhi di tutti rivolti al Bambino con pacata soavità, con silenzioso stupore, come se tutti, al modo di Maria, meditassero in cuore il miracolo di una realtà più grande delle parole.

E’ bello allora, a questo proposito, lasciare spazio alla musica con un famosissimo brano natalizio: la “Pastorale” dal Concerto grosso op.6 n.8 di Arcangelo Corelli.

Ci resti dentro la sua dolcezza anche per i giorni futuri !

10 commenti:

Caterina ha detto...

Ciao cara, é molto piacevole entrare nel tuo blog. Mi lascio incantare:))dall'"Adorazione dei Magi", dalla musica dolce di Corelli e dalla tua scrittura che mi conduce in quest'atmosfera meravigliosa. Grazie e baci

Annamaria ha detto...

Grazie infinite Caterina!
Un abbraccio!

lino giusti ha detto...

Ciao Annamaria, una persona sensibile qual tu sei, è autorizzata, citando la fonte, a prendere tutto quello che vuole da www.crepapelle.net

ChaoLin LinGiù

Stella ha detto...

Corelli è stato un grande della musica italiana.
Il brano non lo conoscevo, ascoltarlo mi ha fatta ritornare nel clima Natalizio.

Anche per me Natale è tutto l'anno, non si esaurisce in una data...

Annamaria ha detto...

Grazie Lino!
Esilarante il tuo blog! E certamente, se prenderò qualcosa, citerò la fonte!!!

Annamaria ha detto...

Grazie Stella!

Il brano di Corelli è tratto proprio dal concerto per la notte di Natale.
Buona continuazione!

amicusplato ha detto...

Hai ragionem, cara Annamaria.
Il significato del Natale, con il suo messaggio di pace e di fraternità, deve accompagnarci tutto l'anno :-)

Bello il quadro che hai postato, di Stefano da Verona, certamente esemplato sull'Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano agli Uffizi.

E la Pastorale di Corelli è la cornice musicale più adeguata per il mirabile evento natalizio.

Hai fatto bene a riproporla :-)

Molto bello il post :-))

Ciao!

Annamaria ha detto...

Grazie Antonio!
A dire il vero, in un primo tempo come brano pensavo di postare "Omnes de Saba venient" di Eybler, proprio il graduale dell'Epifania!

Ma poi le due versioni presenti su youtube non mi piacevano fino in fondo.
Inoltre ho pensato che la pastorale di Corelli si addice di più ad un quadro così "silenzioso"...

Buona settimana!

Paola ha detto...

Mia cara, hai fatto un post bellissimo, sia per la sensibilità che denoti, sia per l'analisi del dipinto. Come dici tu, provo anch'io quel desiderio di "non disfare più": mentre disfacevo il presepe coi pastori di alabastro che amo infinitamente, pensavo a come sarebbe bello poterli vedere tutto l'anno, chiusi magari sotto un vetro, per assaporare e rinnovare ogni giorno quel magico calore che da loro si sprigiona.. sono solo statuette, eppure riescono a comunicare quanto di bello esiste nel Natale: il Natale del cuore, non certo quello all'insegna di esteriorità e consumismo: il Natale che dovrebbe essere dentro di noi sempre.
Ottima la scelta del brano. Un abbraccio, e buona giornata

Annamaria ha detto...

Vedo il tuo commento solo ora Paola.
Grazie infinite di aver condiviso così a fondo!!!
Ti abbraccio!!!