venerdì 31 dicembre 2010

Buon Anno!!!

Una fine e un inizio, un tratto di strada che si conclude e un altro che incomincia non sono momenti da lasciare al caso.Far festa per un anno che giunge al termine e un altro che si apre non è solo rispettare una tradizione esteriore. E' celebrare un rito prima di tutto interiore, tentare un bilancio del cuore, cercare una fonte che ci suggerisca uno sguardo più nitido sul tempo che passa, ma anche sul miracolo dei giorni che si dipanano sempre nuovi.

Forse l'anno che si chiude è stato pieno di sole o forse di tempesta, o magari di entrambe le cose come capita a tanti.
Forse abbiamo il cuore gonfio di gratitudine, ricco di speranza o, al contrario, brancoliamo alla ricerca di un senso a quanto ci accade o di uno sguardo nuovo sulla realtà. Chissà!


Ancora una volta è la musica una delle fonti a cui attingere una visione diversa, una visione dall'alto.

Il brano che propongo oggi è tratto dall'oratorio
"La Creazione" di F.J.Haydn, opera il cui libretto prende spunto dal "Paradiso perduto" di Milton, da alcuni Salmi e dal racconto biblico della creazione.
Qui, nella prima e ultima strofa del pezzo, un coro di scintillante vivacità celebra lo sguardo gioioso di Dio alla fine del sesto giorno della creazione, e la lode da parte dell'uomo; mentre dalle tre strofe centrali riservate ai solisti, si leva un'invocazione al Signore, fonte di vita e di ogni bene.


Su queste parole e su queste note, buon ascolto e BUON ANNO a tutti!!!


"La magnifica opera è compiuta,

il Creatore la contempla e ne gioisce,

risuoni ora la nostra gioia.
Il nostro canto sia lode al Signore!

Verso Te, Signore, ognuno leva lo sguardo,

ognuno chiede a Te il nutrimento.
Se Tu apri la tua mano,

tutti divengono sazi.


Se distogli lo sguardo,

tutto trema e s'irrigidisce,

se Tu sottrai il respiro,

ogni cosa si dissolve in polvere.


Se infondi di nuovo il respiro,

allora sorge nuova vita.

La terra ringiovanisce

piena d'incanto e di vigore.


La magnifica opera è compiuta,
il nostro canto sia lode al Signore!

Tutti celebrino il Suo nome,

chè Egli solo è l'Altissimo!

Alleluja, alleluja!
"

lunedì 27 dicembre 2010

In clima natalizio

Cercare video musicali su youtube è avventurarsi in un mondo che può riservare splendide sorprese.

Quando, giorni fa, ho postato una canzone di Sting insieme alla Suite di Bach da cui la musica è tratta (vedi "Fascino di una Sarabanda" del 10 dicembre scorso), ero rimasta colpita anche da un altro brano sempre di Sting che riprende un famoso e antico inno natalizio di cui - appunto su youtube - esistono varie e affascinanti versioni.
Al momento, ho optato per Bach scegliendo "You Only Cross My Mind in Winter", ma d'allora quell'inno mi è rimasto dentro e mi accompagna come fosse l'inarrestabile colonna sonora delle mie giornate.


Eccolo quindi, in tutto il suo splendore!


Si tratta di
"Lo How A Rose E'er Blooming" sempre dal cd "IF ON A WINTER'S NIGHT...".
E' un canto di origine tedesca dal titolo originario
"Es ist ein Ros' entsprungen", usato come inno natalizio e mariano. Il testo, che si rifà al cap. 11 di Isaia, è di autore anonimo della fine del XVI secolo ed è stato armonizzato all'inizio del secolo successivo da Michael Praetorius.
Nel tempo è stato utilizzato sia da protestanti che da cattolici e ne sono state poi prodotte diverse varianti e traduzioni tra cui la più diffusa in inglese.

Ma la melodia, famosissima, si canta spesso anche nelle nostre chiese su di un testo che s'intitola "E' nato il Salvatore".


Lo riporto qui nella versione inglese di Sting, arricchita dal fascino della sua voce così come dalla particolare armonizzazione, e in quella tedesca del mirabile coro del Duomo di Magonza.


Buon ascolto!




venerdì 24 dicembre 2010

Buon Natale!!!


Ai miei lettori
conosciuti e sconosciuti,
pubblici e privati,
a tutti coloro che,
volutamente o per caso,
si troveranno a passare di qui,

Auguri
di
Buon Natale

con la gioia
della Musica!!!


sabato 18 dicembre 2010

Trascinante potere della musica!....


Grande è il potere della musica - soprattutto se essa ci coglie di sorpresa - nel trasformare situazioni e stati d’animo, nel regalare gioia e accendere emozioni stendendo il velo dell’incanto anche sulla nostra più scontata quotidianità.

Allora, ogni angolo può diventare un piccolo paradiso perchè, presi dal fascino delle note, torniamo a guardare la realtà con gli occhi del cuore lasciando che la nostra interiorità affiori liberamente e ci restituisca vita e più ampio respiro.


Il video che propongo oggi e che devo alla segnalazione di un'amica (grazie a te, Donatella, se mai ti troverai a passare di qui!), rappresenta un grande fast food, luogo di andirivieni e di confusione a somiglianza di un supermercato nel quale, all'improvviso, un gruppo di coristi opportunamente confusi tra la gente inizia a cantare l' Hallelujah di Haendel.

L’Halleluja di Haendel in un fast food???...

Sì, proprio lì!!! Non nella raffinatezza di una cornice teatrale o nel silenzio denso di attesa di una sala da concerto dove ascoltare il coro rigorosamente in piedi, come vorrebbe la tradizione. Ma proprio nella distratta confusione di un fast food.

Dissacrante??? Niente affatto!!!

Perché la forza di una simile esperienza non sta solo nello splendore del brano di Haendel che tutti conosciamo o nella bravura del coro, ma nel richiamo trasformante della musica, nello stupore delle persone e nel movimento gioioso che ne consegue.

Certo, ciò può accadere ovunque; inoltre qui il contesto è particolare e non è questa la profondissima intensità che si legge, per esempio, negli sguardi degli orchestrali che si accingono a suonare l'Ode a S. Cecilia (vedi post “Omaggio a S. Cecilia” del 22 novembre scorso).

Tuttavia, osservando i volti delle persone, nelle loro svariate espressioni e nei loro atteggiamenti si coglie un fiorire di emozioni e si comprende davvero quanto la musica abbia il potere di trasformare anche il momento più banale in un’esperienza di gioia condivisa.

Infatti il caos diventa attenzione, il nonluogo diventa luogo, spazio non più anonimo ma emotivamente vissuto, ambito di comunicazione magari anche solo di un sorriso. E quanta limpidezza di sguardi!

Al di sopra di tutto poi, domina incontrastata la gioia dei coristi, tanto trascinante che, alla fine, per chi guarda il video risulta difficile distinguere i componenti effettivi del coro dal resto della gente che si è lasciata coinvolgere e che ormai, altrettanto gioiosa, canta con loro.

Buona visione e buon ascolto!

domenica 12 dicembre 2010

"Carta e penna", ovvero lo splendore dell'essenziale

In vari modi si può coniugare la risposta al desiderio che talora avvertiamo in noi di attingere all'essenziale.
Un essenziale che non è solo sintesi, ma esigenza di ritornare - soprattutto in una società come la nostra, ridondante di esteriorità inutili - al nucleo profondo delle cose, alla loro spoglia e semplice verità.

Anche la musica, come ogni forma di arte, può farci da guida in tale ritorno e, proprio a questo riguardo, propongo oggi all'ascolto un brano di Giovanni Allevi.

Si tratta di "Carta e penna", un pezzo per piano solo tratto dal cd "13 Dita" e forse non tra i più noti al grande pubblico.

E' una meditazione di rigore quasi bachiano, dove il ritmo lento e sempre uguale è scandito da note che scendono nella scala cromatica intrecciandosi ad una serie di affascinanti dissonanze.

Allevi costruisce così una melodia semplice e profondissima, severa e appassionata, una sorta di canto in tono minore ampliato poi con misurate variazioni che arricchiscono il tema senza nulla togliere allo splendore della sua essenzialità.

Infatti, lo spessore di ogni singola nota è messo in luce da sapienti pause come quella - lunga e intensissima - che precede il sommesso accordo finale che, tra l'altro, con un richiamo di stile bachiano, chiude il pezzo in tonalità maggiore.
E' come se Allevi volesse farci percepire che musica è anche il silenzio tra le note, l'attesa e il luminoso riverbero che ogni suono ha nell'aria e nel nostro cuore.


Non conosco il motivo di un titolo come
"Carta e penna" , ma mi piace interpretarne il senso pensando a quanto può essere bello - in un'epoca di confusione mediatica e di relazioni spesso affrettate - il ritorno ad una dimensione più introspettiva, alla solitudine di chi si trova a tu per tu col foglio bianco, vero e non virtuale, alla grafia che si snoda rivelando le nascoste pieghe del cuore, a parole intense che, come note, nascano dal silenzio.
Così è per il compositore, davanti al suo pianoforte.

Buon ascolto!

venerdì 10 dicembre 2010

Fascino di una Sarabanda

Sto riascoltando un cd di Sting che mi è stato regalato lo scorso Natale.
Si tratta di "IF ON A WINTER'S NIGHT....", una raccolta che comprende brani pop e folk, talora ispirati anche ad autori classici.

Sting è un artista che ha attraversato nel tempo un po' tutti i generi musicali, dal rock ad jazz, dal pop al folk approdando poi, nell'ultimo cd uscito quest'anno ("Simphonicities"), ad una ripresa in chiave classica delle sue precedenti composizioni con l'ausilio dell'orchestra sinfonica.

Tuttavia, di fronte ad un compositore poliedrico come lui, si avverte il limite di talune classificazioni di genere che, per quanto tendano a mettere ordine nel variegato panorama della musica contemporanea, rischiano di ingabbiare i brani in una cornice solo formale mentre la vera musica va spesso oltre sfuggendo al rigido confine delle classificazioni.

Il brano che propongo oggi all'ascolto è "You Only Cross My Mind in Winter" che attinge il suo fascino non solo al particolare magico timbro della voce di Sting, ma anche al fatto che è una rivisitazione, a mio avviso molto suggestiva, della Sarabanda dalla VI Suite per Cello di Bach che ho postato poi di seguito.

Buon ascolto!


martedì 7 dicembre 2010

Vigilia dell'Immacolata

E' iniziato ormai da sabato il lungo ponte dell'Immacolata, ponte in realtà effettivo solo per la città di Milano che, a quella dell'otto dicembre, unisce la festività di S.Ambrogio col consueto prestigioso appuntamento dell'apertura della stagione scaligera, la tradizionale fiera degli "Oh bej oh bej" e l'inizio dello shopping prenatalizio.

Tuttavia, anche nella veste scintillante di queste giornate, il pensiero di tutti va a chi le sta vivendo sotto una cappa di crescente angoscia per la sorte della giovanissima Yara Gambirasio, della quale ormai da giorni non si hanno notizie.


Per lei possiamo solo pregare affidando le nostre speranze all'Immacolata di cui domani ricorre la festa.

Sono le note intense e profonde di Rachmaninov nei Vespers op.37 ad accompagnarci, insieme alla parole dell'Ave Maria della tradizione ortodossa. "Bogorodice Djewo" è l'inno cantato nei Vespri solenni della domenica, che recita così:

"Madre di Dio, Vergine,

gioisci, Maria piena di grazia,

il Signore è con te:

benedetta tu fra le donne,

e benedetto il frutto del tuo grembo,

perchè hai generato il Salvatore delle anime nostre."


Buon ascolto!

venerdì 3 dicembre 2010

A proposito di gioia...

La settimana volge al termine.
Una settimana pesante questa: tanti impegni, notizie poco felici che arrivano dal mondo, poi il cattivo tempo, i ritardi dei treni, il buio che comincia a scendere alle cinque del pomeriggio mentre la voglia di casa ti coglie ancora per strada.


E il cuore nel buio si mette a sognare con un desiderio di "leggerezza" che non è voltare le spalle alla quotidianità con i suoi problemi, ma il bisogno di attingere a una fonte pura che ci ricarichi dal profondo, regalandoci uno sguardo nuovo sulle cose e magari anche un sorriso.
Una fonte che lavi, per così dire, le scorie rimaste dentro ad appesantire l'anima e riporti alla luce, nitido, l'essenziale.


Ci aiuta la MUSICA (scritta proprio a tutte maiuscole!) a ritrovare la sorgente della gioia, a rimuovere le pietre che ostruiscono il passaggio di quell'acqua che ci restituisce a noi stessi.

E
Mozart, in particolare, qui ci è maestro perchè la sua gioia è punto di arrivo di una complessità talora anche sofferta, ma risolta nella limpidezza di uno sguardo più alto.
Il
Rondeau della "Posthorn serenade" K.320, nella sua delicata cantabilità, è un brano che ci riporta proprio alla leggerezza e a quella semplicità ricca di spessore prerogativa del genio mozartiano.

Buon ascolto e buon weekend!