venerdì 29 ottobre 2010

Omaggio a Ferenc Fricsay


In prossimità della festa di Ognissanti e della Commemorazione dei Defunti, mi piace ricordare Ferenc Fricsay, direttore d'orchestra ungherese morto di cancro nel 1963 a soli 49 anni.

Ci restano di lui parecchie splendide insicioni, anche se non tutte in stereo.

Trovate qui di seguito una famosa esecuzione de La Moldava di Smetana, insieme alla registrazione delle prove, un documento che attesta la grandezza musicale e umana di Fricsay.

Già fortemente minato dal male che lo porterà alla morte e pienamente consapevole della propria condizione, Fricsay, nonostante la notte prima delle prove abbia avuto sofferenze tali da essere tentato di annullare l'impegno, decide poi ugualmente di partecipare all'evento. Così spiega il giornalista che presenta il documentario.

I due video ci mostrano una direzione piena di rigore, forza d'animo, passione e freschezza umana.
E lo sguardo di Fricsay è un abisso di profondità e limpidezza insieme.

Buona visione e buon ascolto!


martedì 26 ottobre 2010

"Cercare e saper riconoscere chi e che cosa in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio" (Calvino - "Le città invisibili")


Parlano al cuore e oserei dire che intrigano queste parole di Italo Calvino che tracciano un grande ideale di vita.

Nonostante Calvino arrivi a una conclusione positiva definendola solo per negazione, scoprire ciò che non è inferno equivale ad arrivare alle soglie della bellezza, di ciò che è vita, gioia, leggerezza e Amore.


Nello squallore che talora respiriamo intorno a noi, a volte basta poco per scoprire sprazzi di splendore nascosto, luci che illuminino il cammino quotidiano e restituiscano fiato e sorriso al nostro andare.


Occorrono tuttavia tenacia e uno sguardo capace di andare a fondo perchè - come scriveva Saint-Exupéry nel suo
Piccolo principe - "l'essenziale è invisibile agli occhi" e saper riconoscere ciò che non è inferno significa scendere fino al cuore nascosto, al nocciolo caldo della vita.

La Musica non solo attinge a questo nocciolo caldo, ma per certi aspetti oserei dire che
E' questo nocciolo caldo, quella Bellezza capace di farci rinascere dentro. E allora farle spazio diventa necessario come aprire una sorgente di acqua fresca!

Buon ascolto con Mozart nello splendido "Laudate Dominum" dai "Vesperae sollemnes de confessore
K.339"!

lunedì 25 ottobre 2010

Buona settimana con Haendel!

Per rischiarare questa grigia giornata di fine ottobre e augurare buona settimana a chi si trovasse a passare di qui, uno scintillante brano di Haendel, pieno di gioiosa energia.

Si tratta della Sinfonia che apre il terzo atto dell'oratorio Solomon, meglio conosciuta col nome di Arrivo della regina di Saba, pezzo famosissimo e festoso, talora inserito anche nel repertorio delle musiche nuziali. Ne ritroviamo infatti qualche battuta anche nella colonna sonora del film Quattro matrimoni e un funerale.

Che il ritmo e la potenza orchestrale di questa esecuzione ci aprano al sorriso!

Buon ascolto!

giovedì 21 ottobre 2010

Lo sguardo di Mozart

Sto andando a Milano col treno delle nove.
Nonostante l'ora di punta sia passata, è sempre pieno: impiegati, qualche insegnante e molti studenti universitari che ripassano appunti o lavorano alacremente sul notebook.
La giornata è nebbiosa - una delle prime vere nebbie di questo inizio di autunno - e il paesaggio, così tetro quando non si vede il limpido del cielo, non invita al sorriso.

Davanti a me, nella ressa della vettura, prende posto un giovane sui venticinque anni: alto, snello, scuro di occhi e di capelli sul viso ancora un po' fanciullesco, ha un abito blu sopra una camicia chiara senza cravatta, un abbigliamento che porta con scioltezza e semplicità.
Osservo spesso i miei compagni di viaggio quando sono in treno, nelle loro fattezze e negli interessi che manifestano, ed è sempre uno spettacolo di vita affascinante.

Il ragazzo scambia una battuta con un'amica seduta poco lontano: "Prove e ancora prove, oggi, fino a stasera...". Poi si concentra sulle sue cose, e mentre mi chiedo che lavoro possa svolgere, estrae dalla cartella un corposo libro dalla copertina blu aviazione che riconosco subito perchè è quella delle mie edizioni musicali preferite.
Lo apre davanti a me e scopro con gioiosa sorpresa che è Mozart, nientemeno che Il flauto magico!

Che bello! E chi se l'aspettava in una mattina così tetra e con la prospettiva di una giornata pesante, di essere rasserenati anche dalla sola visione di una partitura mozartiana? Istintivamente mi si apre il cuore, mentre sbircio il testo con discrezione.
Capisco allora che il ragazzo dev'essere un cantante, forse un corista, e difatti vedo che ripassa i vari brani a fior di labbra, battendo leggermente il tempo con le dita sulla pagina. Ogni tanto si sofferma su alcune arie, poi passa oltre, a volte torna indietro.
Infine alza lo sguardo sulla campagna autunnale e il canto prosegue nella sua mente: lo colgo dall'espressione assorta, dalla testa che ondeggia piano quasi seguisse un ritmo segreto.
Fuori il paesaggio è sempre più grigio, ma i suoi occhi guardano oltre, trapassano la nebbia mentre un indefinibile sorriso, come una gioia velata di leggera malinconia, affiora dal fondo del suo sguardo.

Lasciarsi catturare dall'incanto della musica di Mozart è proprio così: essere immersi nel grigiore quotidiano e guardare oltre guidati da mirabili note che tutto sanno raccontare e fondere in splendida sintesi, la malinconia e la trasparente luminosità del cuore, il dramma e la dolcezza, sfaccettature di un unico cristallo che è la vita.
Attraversarle e riaffiorarne con una limpida verità da comunicare, uno sguardo che non cancella la fatica o la complessità dell'esistenza, ma che tutto assume e risolve in una dimensione più alta per fiorire in un miracolo di semplicità: questo è Mozart.

E' spessore e leggerezza insieme, sorridente equilibrio: è dolore che si effonde in singhiozzi negli accordi iniziali del Requiem, ma anche luce che si apre nel finale in tonalità maggiore del Lacrimosa o della Musica funebre.
E' distesa serenità nel Laudate Dominum e attitudine gioiosa e giocosa in numerose arie operistiche. E' semplicità di bambino in più di un Adagio dei concerti per pianoforte e complessa architettura contrappuntistica nelle ouvertures di talune sue opere: apparenti contrasti ricomposti e fusi in un segreto intreccio di note in cui è sempre il tocco della gioia, infine, a prevalere.

Nel multiforme panorama della vita, alcuni aspetti, se presi nella loro singolarità, spiccano maggiormente e talora possono incidersi più vivi nel cuore con le loro spine.
La musica di Mozart restituisce invece una visione d'insieme nella quale anche il dramma trova posto e senso nel quadro più ampio dell'esistenza, con un equilibrio che consente di affacciarsi alla realtà cogliendone la segreta bellezza.
E' quel raro distacco che permette di volgersi a contemplare anche per un solo attimo la propria vita e amarla!
Come lo sguardo di Dio che - secondo quanto si legge nel racconto biblico - dopo aver tratto all'esistenza nel fermento della creazione, il firmamento, mostri marini e rettili, alberi, erbe e l'uomo, si volse a considerare il tutto e "vide che era cosa buona".

Ricco di una gioia mai priva di pensoso spessore, capace di illuminare anche il grigio di una mattina di nebbia, Mozart è una scintilla di quello sguardo.

Annamaria

martedì 19 ottobre 2010

Incipit

Ricordate il film " Le ali della libertà?" E' una vicenda ambientata in un penitenziario in cui la violenza sia fisica che psicologica è all'ordine del giorno, un contesto nel quale è durissimo sopravvivere e mantenersi vivi dentro.

Il protagonista, che vi è stato rinchiuso nonostante la sua innocenza, vi sosterrà una lotta tenace non solo per arrivare ad evadere riconquistando la libertà materiale, ma prima di tutto per non essere distrutto interiormente e salvaguardare la propria identità di essere umano, senza cadere nella spirale di violenza e vendetta che regna nella prigione.


Compie quindi su se stesso e sui suoi compagni di sventura l'opera che li aiuterà a mantenere viva la loro umanità e a tale scopo proporrà anche l'istituzione di una biblioteca e....l'ascolto della musica!

Una delle scene più suggestive del film è proprio quella in cui, trasgredendo alle ferree regole del luogo, il protagonista fa in modo che, mentre i prigionieri sono in cortile per l'ora d'aria, dall'altoparlante si diffondano le note della musica di Mozart - in una delle più dolci arie de "Le nozze di Figaro" - restituendo alle loro anime il respiro della bellezza.


Ecco....Mi piace dare inizio al mio blog con la pubblicazione di quest'aria di Mozart e della corrispondente scena del film, proprio perchè la Musica - soprattutto quella dei grandi - ha il potere di parlare al cuore e farlo rinascere, abbattendo le sbarre delle prigioni materiali o metaforiche nelle quali talora ci troviamo.

Buon ascolto!

Annamaria

Rosso Fiorentino


Rosso Fiorentino: "Angelo musicante".
Galleria degli Uffizi - Firenze.